Comunicato Archim sullo stato del concorso Mibact per funzionari archivisti

Relativamente alle più recenti evoluzioni della vicenda concorsuale che interessa parte dei propri associati, l’intero CDN Archim rinnova pubblicamente la vicinanza già loro espressa nei canali interni; nella piena coscienza di quanto non esista purtroppo azione associativa, raccolta firme, protesta pubblica o manifestazione di solidarietà che abbia reale capacità di incidere nello stato di fatto di un concorso, già in fase di avvio ampiamente criticabile in concezione, obiettivi e procedure (si veda quanto già affermato in proposito: osservazioni sul bando mibact per i 500 funzionari), e che nel suo svolgersi – anzi, nel suo non svolgersi – continua a seminare sconcerti ed amarezze.

Tante sono le voci a sovrastare l’inesistente comunicazione istituzionale che la mancanza di chiarezza su prospettive (quando, come si sbloccherà la procedura?), ostacoli oggettivi (se ce ne sono, quali?) e volontà (o non-volontà?) politiche e amministrative va assumendo proporzioni inaccettabili, negando la legittima dignità non solo dei concorsisti, ma dei cittadini e dell’amministrazione stessa. Seguiremo questa vicenda fino alla fine, accanto ai nostri associati.

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Libere riproduzioni con mezzo proprio: lettera di Archim alla direzione dell’Archivio di Stato di Palermo

Archivisti in Movimento (Arch.I.M.) esprime notevole soddisfazione per il nuovo regime di libera riproduzione dei beni bibliografici e archivistici introdotto dalla L. 124/2017, e normato dalle circolari 33 e 39 della Direzione Generale Archivi, nella convinzione che la nuova misura sia un valido ausilio per l’attività di ricerca storica, svolta a qualunque titolo.

Non tutti gli archivi di Stato italiani risultano però ancora allineati alle nuove disposizioni di legge. A seguito delle criticità riscontrate presso l’archivio di Stato di Palermo, Archim ha quindi ritenuto opportuno inviare una lettera formale al suo direttore caldeggiando una revisione del regolamento interno.

Presso l’archivio di Stato di Palermo si continua infatti a richiedere una autorizzazione alla riproduzione con mezzi propri del materiale, richieste che per di più vengono sistematicamente rigettate dalla direzione con il pretesto della tutela del materiale stesso, pur riguardando materiale già consultabile in via ordinaria. Nella lettera alla direzione dell’archivio di Palermo abbiamo fatto osservare che la richiesta preventiva di autorizzazione è illegittima, in quanto soppressa dalla L. 124/2017 che ha riformulato l’art. 108 del codice dei beni culturali, mentre il diniego programmatico opposto a ogni richiesta costringe gli studiosi a ricorrere al servizio interno di riproduzioni, comportando un inutile dispendio di tempo e denaro che annulla di fatto qualunque beneficio per la ricerca introdotto dalla liberalizzazione.

Sempre l’archivio di Palermo sottopone a tariffa le digitalizzazioni già eseguite dall’istituto, nonostante la previsione di gratuità disposta dalla circolare n. 33 della Direzione Generale Archivi, la quale in ciò ha evidentemente recepito -al pari della circolare n. 17 della Direzione Generale Biblioteche- la raccomandazione n. 5 della mozione del Consiglio Superiore Mibact, secondo cui il rimborso sarebbe limitato “ai casi in cui l’utente decida egli stesso di ricorrere al servizio di riproduzione per una copia non altrimenti disponibile”. Le tariffe sulle riproduzioni già disponibili non possono certo essere considerate un rimborso per le spese già sostenute dall’amministrazione, perché altrimenti verrebbe meno il principio di gratuità. Per le immagini già acquisite è invece auspicabile la pubblicazione online nel sito web istituzionale dell’istituto e, nell’attesa che ciò avvenga, siano cedute gratuitamente ai richiedenti.

Archim ritiene infine non soddisfacente la risposta della Direzione dell’Archivio di Stato di Palermo (che pubblichiamo di seguito) rispetto a quanto è stato appena argomentato. Nel testo del documento si continua infatti a fare riferimento all’autorizzazione preventiva (“ad avvenuta autorizzazione di riproduzione con mezzo proprio”) e si interpreta come “rimborso spese” le tariffe sulla cessione delle digitalizzazioni già disponibili.

Scarica -> Lettera inviata da Archim alla Direzione dell’Archivio di Stato di Palermo

Scarica -> Risposta della Direzione dell’Archivio di Stato di Palermo

Nota n. 4298 del 30.11.2017

Lavoro autonomo: la Coalizione 27F apre un tavolo con il Sindaco De Magistris

Ieri, 16 novembre 2017, a Palazzo San Giacomo, alla presenza delle telecamere di Presa Diretta di Rai 3, il Comune di Napoli, nella persona del sindaco Luigi de Magistris, e la Coalizione 27 febbraio, di cui Archim fa parte insieme ad altre associazioni professionali e movimenti sindacali, hanno dato vita, con la firma di un documento condiviso, ad un laboratorio di studio sulle problematiche del lavoro autonomo, a cominciare dall’equo compenso.

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Il laboratorio sarà finalizzato all’elaborazione di soluzioni condivise, percorribili, concrete, e a e a ricercare intese e accordi con le autorità regionali e nazionali.

Il Comune di Napoli, che nel documento dà atto di condividere in pieno i principi contenuti nella Carta dei diritti del lavoro autonomo e indipendente prodotta dalla Coalizione 27F, ha aperto stasera – prima amministrazione in Italia a intendere la portata di un dialogo di tal fatta – una interlocuzione politica con la nostra aggregazione sindacale che proseguirà il prossimo 15 dicembre, quando si apriranno, sempre presso il Palazzo comunale, i lavori del laboratorio.

Si tratta di un modello di contrattazione per ora unico in Italia, che cercheremo di esportare in altri Comuni.

La firma della Dichiarazione d’intenti fra Comune e Coalizione interviene in un momento politico in cui si è finalmente compreso che il tema del lavoro autonomo, con le discussioni in atto sull’equo compenso, è centrale in un paese in cui sono proprio i lavoratori a partita IVA ad aver risentito direttamente della crisi economica: il crollo verticale dei redditi ha portato alla ribalta l’assenza di welfare e garanzie, l’insostenibilità della pressione fiscale e previdenziale su una fascia di popolazione, quella appunto del lavoro autonomo, che non può contare se non su stessa.

La Coalizione 27 Febbraio

Archim – Archivisti in Movimento

Pubblicato su The Archives Cloud l’Archivio del PCI-Federazione Livornese

La piattaforma The Archives Cloud, spazio di descrizione multimediale open source targata xDams, si arricchisce con il contributo dell’Istituto Storico della Resistenza della Società Contemporanea di Livorno – ISTORECO. Collegandosi al link http://istoreco.thearchivescloud.com/istoreco-web/ è finalmente possibile consultare l’inventario sommario dell’Archivio del Partito Comunista Italiano della Federazione Livornese, inserito circa cinque anni fa, tramite il software Gea, nel portale Archivi del Novecento, che, purtroppo, non è più disponibile online.

Grazie alla nostra convenzione l’Istituto toscano ha deciso di riprendere un lavoro attuato nel 2010, e di renderlo nuovamente disponibile agli utenti. Una grande opportunità per l’ente che ha potuto riqualificare un percorso quasi perduto impiegando i fondi a disposizione solo per il lavoro dei professionisti, senza la necessità di dover disperdere denaro nell’acquisto di nuovi strumenti e nella pubblicazione dei risultati.

La nostra convenzione ha reso possibile non solo un risparmio economico per l’ente, ma la riattivazione di un progetto che necessita ancora di studio ed approfondimento, e soprattutto, il vantaggio di indirizzare le proprie risorse in una futura integrazione delle descrizioni e un’analisi più accurata del materiale; una importante spinta per chi basa la propria attività di promozione sui pochi fondi a disposizione.

Non dobbiamo dimenticarci che il primo passo verso la valorizzazione del patrimonio documentario sia sostanzialmente la sua utilizzabilità, la creazione di vie di accesso indispensabili per l’esistenza stessa dei documenti e della loro conservazione.
A tale scopo gli strumenti esistono.

Fintanto che non si riesce a far diventare “normali” e non straordinari e distanti beni e archivi la valorizzazione non c’è, perché la comprensione dei beni e la loro fruizione è subordinata alla loro piena e diffusa conoscenza.

Federico Valacchi

Ma che fine ha fatto la riforma delle Scuole di APD?

In questi giorni, giovani archivisti e archiviste si mettono alla prova sui banchi delle Scuole di Archivistica e di Diplomatica per ottenere l’agognato Diploma e lasciare il loro posto ai nuovi allievi e alle nuove allieve.
Vogliamo cogliere l’occasione per riproporre la questione della formazione. In un contesto lavorativo che oscilla tra precarietà e disoccupazione, in un mondo professionale che richiede sempre più competenze (dalla paleografia ai linguaggi di mark-up), in un mercato in cui i giovani e le giovani laureate non riescono a trovare una loro collocazione e il volontariato ha sostituito il lavoro salariato, ci chiediamo: qual è il destino delle nuove generazioni di archivisti e archiviste? E di conseguenza, qual è il destino degli archivi?
Inevitabilmente il cambiamento deve partire dalle basi, dalla formazione.

Nel lontano 2012 il MIBACT aveva pubblicato uno schema di regolamento per le nuove Scuole di Archivistica e Diplomatica, Archim nel 2015 aveva proposto alcuni emendamenti.
Che fine ha fatto la riforma delle Scuole di APD? Il tentativo di sopprimerle è forse il motivo per cui questo regolamento non viene approvato? Quanto ancora andremo avanti formando le nuove leve privandole di competenze che il mercato richiede? Continua a leggere “Ma che fine ha fatto la riforma delle Scuole di APD?”

Appello per un equo compenso

Arch.I.M. aderisce all’appello per un equo compenso, proposto dai liberi professionisti in seguito all’indecente bando pubblicato dal Comune di Catanzaro che prevede la possibilità di conferire incarichi professionali a titolo gratuito e la sentenza del Consiglio di Stato seguita all’impugnazione del bando.

Noi archiviste e archivisti lo ribadiamo: siamo contro l’incalzante tendenza a celare dietro la bella pratica del volontariato ciò che è sfruttamento del lavoro. Chiamiamo le cose con il loro nome e combattiamo per difendere la professione, le professioniste e i professionisti.

Il contesto lavorativo in cui operiamo quotidianamente ci vuole divisi e in concorrenza, noi rispondiamo con unità e solidarietà: firma anche tu! Continua a leggere “Appello per un equo compenso”

Liberi professionisti e iscrizione al MEPA: appello di Archim

Diversi associati Archim ci stanno ponendo da qualche tempo una questione importante relativa ai rapporti di committenza tra archivisti liberi professionisti e Pubbliche Amministrazioni. Come forse alcuni ricordano, recenti modifiche al Codice degli Appalti [D.Lgs. 50/2016] hanno sancito l’obbligatorietà, per gli operatori economici che vogliano fornire beni e servizi ad amministrazioni pubbliche, di dover essere presenti sul portale Mercato Elettronico Pubblica Amministrazione (Acquisti in Rete PA, CONSIP, MEF). Tra gli operatori economici si annovera ogni:

Persona fisica o giuridica, ente pubblico, raggruppamento di tali persone o enti, compresa qualsiasi associazione temporanea di imprese, ente senza personalità giuridica, ivi compreso il gruppo europeo di interesse economico (GEIE) costituito ai sensi del decreto legislativo 23 luglio 1991, n. 240, che offre sul mercato la realizzazione di lavori o opere, la fornitura di prodotti o la prestazione di servizi. (art. 3, comma 1 del D.Lgs. 50/2016)

Appare ovvio che la figura del libero professionista, anche archivista, compare a pieno titolo tra quelle che possono dunque fregiarsi della definizione di operatore economico e quindi tra quelle che offrono sul mercato le proprie prestazioni professionali. Come archivisti liberi professionisti noi siamo dunque legittimati alla fornitura di servizi nei confronti della Pubblica Amministrazione.

Il portale su cui registrarsi, però, mostra sin dall’inizio un’impostazione che sembra privilegiare la dimensione “impresa” rispetto a quella della libera professione. Continua a leggere “Liberi professionisti e iscrizione al MEPA: appello di Archim”

Liberalizzazione delle fotoriproduzioni per uso di studio in archivi e biblioteche

Arch.I.M. accoglie con soddisfazione la notizia della liberalizzazione delle fotoriproduzioni per uso di studio in archivi e biblioteche statali, nel rispetto della tutela e dell’integrità del materiale, contenuta nel DDL Concorrenza.

Si tratta di una semplificazione notevole, che andrà ad influire positivamente sull’attività quotidiana dei ricercatori e dei professionisti d’archivio, i quali potranno così usufruire di uno strumento significativo per velocizzare le proprie attività senza far lievitare le spese lavorative e di ricerca.

I nostri complimenti vanno al nostro associato Mirco Modolo che ha perseguito con tenacia e capacità questo obbiettivo nell’ambito del Movimento Foto Libere per i Beni Culturali, con il quale ci siamo trovati a collaborare direttamente in occasione di campagne di comunicazione pubblica e di incontri presso il Ministero con le autorità competenti.

Il Direttivo Arch.I.M.

Foto libere per i Beni Culturali: appello per l’approvazione rapida e senza modifiche del ddl concorrenza

Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Paolo Gentiloni

Al Ministro dello Sviluppo Economico
Carlo Calenda

Al Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo
Dario Franceschini

Al Presidente della X Commissione – Camera dei Deputati
Guglielmo Epifani

Oggetto: Liberalizzare la fotografia digitale in archivi e biblioteche per finalità di ricerca: appello per l’approvazione rapida e senza modifiche del ddl concorrenza

Il disegno di legge sulla concorrenza, che si appresta ad essere approvato alla Camera il 26 giugno, rappresenta una opportunità irripetibile per agevolare il settore della ricerca storica, ma anche per valorizzare lo straordinario patrimonio documentario che è custodito nelle biblioteche e negli archivi pubblici d’Italia.
Nel ddl è infatti inserita una misura (Art. 1, comma 172), già accolta dal Ministro Franceschini a seguito di numerose richieste avanzate dalla comunità degli studiosi, che darebbe finalmente la possibilità agli utenti di archivi e biblioteche fare uso del mezzo digitale proprio (fotocamera o smartphone) per riprodurre liberamente volumi storici e manoscritti per finalità di ricerca.
Contrariamente a quanto accade oggi nei maggiori istituti culturali d’Europa, in Italia la riproduzione digitale con mezzo proprio è interdetta o sottoposta a tariffe, provocando notevole disagio in termini di tempo e denaro a tutti coloro i quali svolgono quelle attività di studio che restituiscono valore e significato ai beni bibliografici e archivistici.
Liberalizzare la fotografia nell’era del digitale significherebbe non solo promuovere l’attività di ricerca storica, come prevede l’art. 9 della Costituzione, ma anche garantire le condizioni migliori per un esercizio efficace delle politiche di tutela e di valorizzazione del nostro patrimonio culturale.
Rivolgiamo pertanto il nostro appello al Governo e al Parlamento affinché l’iter del ddl concorrenza, che giace in parlamento da oltre due anni, possa finalmente concludersi con l’approvazione, definitiva e senza ulteriori modifiche, del testo già licenziato dal Senato il 3 maggio scorso.

Fotografie Libere per i Beni Culturali (Movimento a favore della riproduzione libera e gratuita delle fonti documentarie in archivi e biblioteche per finalità di ricerca)
Archivisti in Movimento (Arch.I.M.)
Associazione Nazionale Archeologi (ANA)
Associazione Nazionale Archivistica Italiana (ANAI)
Confederazione Italiana Archeologi (CIA)
Wikimedia Italia (Associazione per la diffusione della conoscenza libera)

Aperte le iscrizioni per l’Archim Summer School 2017

Per l’edizione 2017 dell’iniziativa sociale denominata “Summer School” prevista dal piano di formazione ed aggiornamento per le professioni di cui alla L.4/2013 – l’associazione Arch.I.M. – Archivisti in Movimento intende proseguire e approfondire il percorso avviato nel 2016 presso l’archivio del Villaggio ENI a Borca di Cadore (BL) con un progetto formativo che, idealmente, completi quanto proposto nell’edizione precedente.

Summerschool_2017

Si è proceduto quindi alla selezione di un fondo archivistico che presentasse caratteristiche iniziali diverse (pulizia, disposizione accessibile, un primo livello di descrizione), in modo da poter concentrare l’esperienza formativa sugli aspetti scientifici dell’intervento, la descrizione delle unità, l’individuazione della struttura, il contesto storico istituzionale del fondo e dei soggetti coinvolti nella sua produzione. Continua a leggere “Aperte le iscrizioni per l’Archim Summer School 2017”