Osservazioni sulla programmazione Lotto 2014 e sulle attività di inventariazione e digitalizzazione archivistica di ALES Servizi spa

Si pubblica di seguito la nota di ARCHIM sul tema in oggetto, inviata il 22 settembre 2014 al Sig. Ministro del MiBACT e ad altri organi del Ministero.

Ill.mo Sig. Ministro,

gli ARCH.I.M., Archivisti in Movimento, hanno avuto modo di leggere attentamente la Programmazione lotto 2014 pubblicata sul sito internet del Mi.B.A.C.T. che, come nelle annualità precedenti, reca, tra gli interventi previsti, somme non indifferenti per attività di inventariazione e digitalizzazioni affidati ad ALES Servizi spa presso vari Archivi di Stato della penisola. La lettura di detta Programmazione Lotto 2014 ci sorprende visto che da molte parti del paese ci giungono voci e lamentele di colleghi archivisti per la fase di stallo delle operazioni di inventariazione dei fondi archivistici per carenza di trasferimenti statali, nonché per l’assoluta carenza di attività di digitalizzazione e conseguente povertà di oggetti digitali a disposizione di operatori dei BB. CC. e ricercatori nelle sale di studio e sui siti internet degli istituti archivistici periferici.

Ferma restando la sacrosanta politica di intervento per il sostegno ai lavoratori socialmente utili (LSU), vorremmo però capire quali e quanti siano gli inventari di fondi archivistici prodotti negli ultimi tre anni e quali siano gli oggetti digitalizzati prodotti dalla predetta ALES servizi spa.

A tal fine chiediamo di conoscere, per ogni archivio in cui opera ALES Servizi spa, le seguenti informazioni:

  • quali e quanti inventari sono stati prodotti e indicazioni di quali siano consultabili o meno; eventualmente anche il motivo per cui tali inventari ancora non siano consultabili;
  • quali software descrittivi siano stati utilizzati;
  • se siano stati utilizzati gli standard descrittivi internazionali ISAD (G), ISAAR (CPF), e se rispondano alle regole NIERA adottate nel 2011;
  • quali siano, per ogni archivio in cui Ales opera, le serie documentarie digitalizzate;
  • se gli oggetti digitali finora prodotti siano utilizzabili per uso di studio e ricerca;
  • l’incremento percentuale per ogni istituto archivistico degli strumenti di corredo archivistici negli ultimi tre anni;
  • se i prodotti archivistici realizzati sono stati effettuati sotto la guida e la supervisione degli archivisti di Stato e se da loro vengano collaudati tali interventi, ovvero se Ales Servizi spa si avvalga regolarmente di archivisti professionisti per la gestione delle fasi di lavoro, la formazione, la verifica in itinere e post intervento delle attività realizzate, con relativa certificazione e collaudo dei lavori svolti.

Pur essendo favorevoli all’impiego degli LSU nell’ambito della P.A. e, segnatamente, nel settore dei Beni Culturali, chiediamo che i prodotti e le attività realizzate rispondano ai necessari criteri tecnico-scientifici che possano giustificare la spesa, anche per favorire l’innalzamento della riqualificazione professionale degli operatori sopra richiamati.

Distinti saluti

Il Direttivo Nazionale Arch.I.M.

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