Osservazioni sul bando Mibact per 500 funzionari

L’associazione nazionale Archivisti In Movimento, nel salutare con favore l’avvio delle procedure, da parte del Mibact, dell’atteso concorso per l’assunzione di 500 funzionari, tra i quali 95 archivisti, coglie l’occasione per fare alcune osservazioni in merito al bando.

1) Atteso che in base alla ripartizione territoriale dei posti messi a concorso (art. 1 del bando) alcune Regioni non sono ricomprese nel reclutamento di funzionari (Campania, Abruzzo, Molise, Puglia, Calabria), Regioni in cui nei prossimi anni avrà luogo, come del resto altrove, un ampio processo di pensionamento del personale, nella convinzione che il Ministero abbia previsto un piano organico di turn over per sopperire alle imminenti nuove esigenze di organico, sarebbe auspicabile venire a conoscenza delle caratteristiche e della portata di tale piano, in modo da conferire comprensibilità e ragionevolezza ad una panorama geografico delle assunzioni di non facile comprensione;

2) Un esame delle competenze (di cui all’art. 7 del bando) che saranno oggetto di preselezione e di prova scritta (diritto amministrativo, del lavoro, comunitario, stesura di atti amministrativi, etc.), unitamente alla constatazione che tra esse non figurano di fatto competenze assolutamente fondamentali come, a puro titolo d’esempio, la capacità di redigere un piano di riordinamento, uno strumento di ricerca, un progetto di restauro o di percorso espositivo, né la storia generale, né quella del diritto e delle istituzioni, fa sorgere il dubbio che il Ministero ritenga di necessitare, più che di archivisti che si dedichino alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio documentario statale (la cui necessità è sotto gli occhi di tutti), di funzionari amministrativi, e che abbia colto l’occasione per assumere archivisti che svolgeranno (soprattutto?) mansioni tecnico-amministrative;

3) È da giudicare, infine, del tutto inaccettabile il bonus di cui all’art. 9 lettera b del bando, attribuito a coloro che hanno partecipato a tirocini formativi ministeriali (iniziative su cui abbiamo più volte avuto modo di esprimere la nostra totale criticità), stante la limitazione ex lege di accesso a monte, ovvero il limite di età previsto per la partecipazione ai suddetti tirocini: un illegittimo favore elargito per di più correlato ad un elemento del tutto casuale, dato che l’età anagrafica non costituisce in sé titolo di merito, né è frutto di inclinazioni o scelte personali; oltretutto l’esperienza maturata in tali tirocini formativi sembra, per ragioni incomprensibili, avere, agli occhi del Ministero, un peso specifico (5 punti per ogni semestre) decisamente superiore a quella maturata in attività professionale vera e propria (2 punti per ogni anno).

Queste solo alcune, le più gravi, tra le numerose incongruenze comunque presenti nel Bando, per le quali non si può che auspicare le necessarie tempestive correzioni, da operarsi – come purtroppo già più volte accaduto, anche nel recentissimo passato – da parte del Ministero, onde evitare incresciosi quanto complessi (nonché altamente probabili) complicazioni di natura ricorsiva nelle sedi proprie.

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