Bando del MiBACT per 29 volontari del Servizio Civile. Reti ed associazioni del settore chiedono il ritiro: senza lavoro non c’è cultura!

Il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo ha pubblicato lo scorso 29 dicembre il bando per l’assunzione di 29 volontari del Servizio Civile Nazionale per il progetto “Archeologia in Cammino”, in occasione del Giubileo straordinario della Misericordia.

Le associazioni del Coordinamento Confassociazioni Beni e Professioni Culturali, la Rete della Conoscenza, gli animatori della campagna “Mi Riconosci? Sono un professionista dei Beni Culturali“ e la Cia denunciano la gravità e la pericolosità del bando in un settore nel quale si è già colpevolmente diffuso l’impiego del volontariato in sostituzione di professionisti retribuiti. Continue reading “Bando del MiBACT per 29 volontari del Servizio Civile. Reti ed associazioni del settore chiedono il ritiro: senza lavoro non c’è cultura!”

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Intervento Arch.I.M. alla manifestazione #bastagratis 29 novembre 2014, Piazza del Pantheon, Roma

Pubblichiamo la registrazione dell’intervento di Raffaele Di Costanzo, di Arch.I.M. – Archivisti In Movimento, alla manifestazione #bastagratis del 29 novembre 2014 in Piazza del Pantheon a Roma

Cultura è lavoro: successo per la manifestazione al Pantheon contro le politiche culturali del Governo

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Roma, 1 dicembre – Un secco no alle politiche occupazionali del Governo Renzi nei beni culturali, quello che arriva dalle associazioni di professionisti che sabato 29 novembre hanno occupato il Pantheon in un blitz spontaneo al termine della manifestazione “Cultura è lavoro” indetta dal coordinamento Confassociazioni Beni Culturali, cui hanno aderito numerose Associazioni di settore ( qui: http://www.confassociazioni.eu/29n-adesioni/ )
Archeologi, archivisti, bibliotecari, restauratori e storici dell’arte hanno portato le loro istanze, sintetizzate in 9 punti (qui: http://www.confassociazioni.eu/…/uploads/2014/11/Cosa-chied… ), sfidando il ministro Franceschini sulle dichiarazioni del suo insediamento: “Il Ministero dei Beni Culturali è il più importante ministero economico del Paese”.

“La manifestazione al Pantheon – dichiara Angelo Deiana, presidente Confassociazioni – dimostra che i professionisti dei Beni Culturali sono sempre più determinati nel ribadire con forza la necessità di un reale cambiamento di rotta nelle politiche culturali del Paese, per il recupero della dignità professionale ed in difesa delle proprie competenze. E un risultato parziale si è avuto domenica con l’approvazione alla Camera della legge di Stabilità che conferma l’aliquota al 24% per i professionisti iscritti alla gestione separata INPS”

“Esprimiamo la nostra soddisfazione – dichiara Raffaele Di Costanzo, portavoce di Arch. I. M. – per la riuscita della manifestazione e siamo disponibili ad intraprendere ogni e più opportuna iniziativa volta a tutelare la credibilità e la dignità dei professionisti dei BB.CC. Auspichiamo che il neonato coordinamento di Confassociazioni Beni Culturali possa determinare le condizioni organizzative essenziali per l’apertura di un dialogo con le istituzioni nazionali e regionali e locali volta ad avviare politiche di investimento e di occupazione in ogni settore dei beni culturali.”

“Come storici dell’arte – dichiara Stefania Ventra, portavoce Startim – non importa se impegnati nella ricerca o nella tutela, o se operanti come liberi professionisti, la sfida comune è la difesa dei nostri diritti e delle nostre competenze come lavoratori, e la salvaguardia del patrimonio culturale come patrimonio della cittadinanza intera.”

“Le scelte ottuse e le finte riforme operate dalle attuali Istituzioni stanno danneggiando inesorabilmente il nostro prezioso patrimonio culturale – dichiara Beatrice Mastrorilli per SAU – e come se non bastasse la logica del massimo ribasso, esplicata attraverso l’incapacità politica di creare offerta occupazionale concreta, laddove ve ne sarebbe opportunità, offende e frustra tutta una generazione di eccellenti specialisti costringendola al più umiliante precariato. “

”Chi studia beni culturali, archeologia, restauro, storia e storia dell’arte vede all’orizzonte un futuro di precarietà e basse retribuzioni. – racconta Guido Cioni dell’esecutivo nazionale della Rete della Conoscenza – È il frutto di una politica miope che umilia gli operatori dei beni culturali e disconosce un’intera generazione altamente formata in atenei e scuole di specializzazione spingendola alla fuga verso l’estero. Per questo come studenti siamo scesi in piazza a fianco dei professionisti dei beni culturali”

“Non c’è tutela e valorizzazione dei beni culturali – afferma Nadia Di Bella, portavoce GBeA – senza un’adeguata strategia di pianificazione e programmazione di medio e lungo termine che, per sua natura, richiede investimenti economici.”

“Il Ministro Franceschini non può fingere che non esistiamo! – incalza Andrea Cipriani, Associazione La Ragione del Restauro – Credo sia indispensabile un incontro in tempi stretti con il ministro e con le commissioni parlamentari incaricate. Questa situazione è durata troppo a lungo! I professionisti dei Beni Culturali non sono più disposti a subire passivamente, il Governo e le Istituzioni non possono più ignorarci”.

“Al Ministro Franceschini – conclude Salvo Barrano, presidente dell’Associazione Nazionale Archeologi e portavoce del Coordinamento Confassociazioni Beni Culturali – ribadiamo: lo sviluppo, per essere tale, deve generare lavoro e ricchezza. Senza lavoro diventa solo un tirare a campare, magari assegnando qualche spiccio per qualche mese a qualche giovane. O peggio: prendendo soldi dalla Cultura senza volerli reinvestire creando buona occupazione”.

-Cultura è lavoro. Il Paese ci guadagna. Le persone contano, le qualità costano, le competenze si pagano-

29 NOVEMBRE H. 10, PIAZZA DEL PANTHEON A ROMA: MANIFESTAZIONE NAZIONALE DEI PROFESSIONISTI DEI BENI CULTURALI

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Roma, 24 novembre- Il 29 novembre i professionisti dei Beni Culturali scendono in piazza, per la seconda volta nel 2014, a Roma (Pantheon, h. 10), per dare voce alle esigenze comuni di archeologi, archivisti, bibliotecari, restauratori e storici dell’arte e sfidare il Governo sulle politiche culturali e sulla valorizzazione del patrimonio storico-artistico.

“Negli ultimi mesi assistiamo all’indifferenza arrogante da parte del Governo e degli Enti locali verso gli specialisti dei beni culturali – spiega Salvo Barrano, Vicepresidente di Confassociazioni e portavoce del Coordinamento Confassociazioni Beni Culturali – attraverso scelte che sacrificano le competenze in nome di una spregiudicata “gestione a costo zero”. Le iniziative del Governo e dei Sindaci rappresentano la resa delle istituzioni, che liquidano per sempre intere generazioni di professionisti e gli investimenti occorsi per formarli, favorendo una concorrenza al ribasso che non genera né valore né sviluppo”.

“La conoscenza e la professionalità – prosegue Angelo Deiana, Presidente di Confassociazioni – rappresentano un valore e vanno sempre retribuite in maniera adeguata. Chi non lo fa si assume la grave responsabilità di svalutare un patrimonio unico di competenze e di innalzare i livelli di disoccupazione intellettuale. Le risorse si possono trovare, ma occorre sedersi e ragionare insieme per programmare priorità ed interventi”.

“Ci attendiamo – conclude Barrano – che il ministro Franceschini sappia cogliere l’opportunità per fare davvero del Mibact il Ministero Economico più importante della Repubblica e non solo uno strumento, per quanto sofisticato, di propaganda politica”.

Cultura è Lavoro

Negli ultimi anni stiamo assistendo ad un continuo attacco nei confronti dei lavoratori dei beni culturali e delle loro prerogative. Dal ricorso indiscriminato al massimo ribasso negli appalti all’abuso del volontariato per abbattere i costi del lavoro passando per il bando “500 giovani” volto allo sfruttamento inaccettabile di lavoratori spacciati per tirocinanti. Le politiche del Governo e delle amministrazioni locali continuano a indurre nel settore dei Beni Culturali una incessante concorrenza al ribasso che non porta da nessuna parte perché non genera valore e sviluppo. Per protestare contro questa visione miope, che usa la cultura solamente per motivi propagandistici, scenderemo in piazza a Roma il prossimo 29 novembre.

Promotore: Coordinamento Confassociazioni Beni Culturali composto da

Associazione Nazionale Archeologi

Archim – Archivisti In Movimento

Giovani bibliotecari e aspiranti

La Ragione del Restauro

SAU Storici dell’Arte Unitari

Storici dell’Arte in Movimento

Adesioni:

Rete della Conoscenza

Associazione XX Maggio

Associazione Culturale Mnemosyne

Aicrab – Associazione Italiana dei Conservatori e Restauratori degli Archivi e delle Biblioteche

Intervento Arch.I.M. al Salone del Restauro di Firenze del 13 novembre 2014

Pubblichiamo il testo dell’intervento pronunciato da Veronica Bagnai, di Arch.I.M. – Archivisti In Movimento, al Salone del Restauro di Firenze il 13 novembre 2014

talking cornerRingrazio di nuovo tutti voi per questa nuova occasione di dibattito e permettetemi anche di esprimere, come archivista, la mia personale gratitudine verso Archim per quello che ha significato per me in termini di presa di coscienza del mio ruolo e che spero di essere riuscita a esprimere in questo intervento.

Ringrazio il Salone del Restauro e Nardini Editore per l’ospitalità e la Ragione del Restauro nella persona di Andrea Cipriani per aver invitato Archim, l’associazione di cui faccio parte, ad intervenire a questo incontro che segue da vicino quello, fondamentale, di Paestum del 1° nov. scorso. Fondamentale perché rappresenta il risultato di un lungo percorso di conoscenza, confronto e sostegno reciproci che possiamo far iniziare dalla grande manifestazione del gennaio 2014 contro il famoso bando “500 giovani per la cultura” lanciato dal Mibact. E’ come se in tutti questi mesi avessimo testato l’effettiva possibilità di far fronte comune e quindi l’esistenza di una convergenza di idee e di obbiettivi. L’esito di questo confronto è stato evidentemente positivo se ha portato alla nascita di una realtà come Confassociazioni-Beni Culturali, pur nelle differenze che esistono fra noi e che ovviamente implicano anche una specificità di problemi da affrontare all’interno di ciascuna associazione: penso, per noi, alle dinamiche degli archivi ambito in cui la rivoluzione digitale ha generato una confusione e una proliferazione di ruoli. Penso anche al tema, che tutti ci riguarda, dell’uso dei beni culturali come mezzo per attrarre investimenti e generare guadagni. Siamo a Firenze e allora non posso fare a meno di ricordare alcuni casi controversi come la “fasciatura” del Battistero con tele raffiguranti un foulard disegnato dallo stilista Emilio Pucci nel 1957, oppure la chiusura del ponte di Santa Trinita dato in affitto per una cena di gala o ancora la sfilata Pitti alla Biblioteca Nazionale Centrale e, per finire con un esempio archivistico, l’allestimento di una discoteca per la festa dell’ultimo dell’anno presso l’Archivio Centrale dello Stato a Roma. Ho fatto questi esempi un po’ “estremi” per ricordare qui la necessità che Confassociazioni-Beni Culturali si batta anche per sostenere il ruolo attivo e decisivo che i professionisti dei beni culturali devono rivendicare nella gestione del patrimonio, al fine di conciliare in modo armonico ed efficace promozione e salvaguardia dello stesso, non solo della sua materialità ma anche della sua natura e della sua funzione specifiche.

L’attività su cui gli Archim salutano nel Coordinamento un efficace alleato è quella della vigilanza affinché si sviluppino le condizioni per un effettivo svolgimento della professione. La legge 110/2014 afferma finalmente il principio secondo il quale gli interventi operativi sui bbcc. devono essere affidati a professionisti del settore. Tuttavia la legge stessa contiene al suo interno un’ambiguità che è anche un’insidia laddove parla di professionisti in possesso di “adeguata formazione ed esperienza”: Se l’aggettivo “adeguata” è riferito, fra l’altro scorrettamente dal punto di vista grammaticale, anche a “esperienza”, la domanda che suscita è “quante sono le possibilità che ha oggi una persona adeguatamente formata di fare esperienza altrettanto adeguata nel campo dei bbcc?”. Io direi che sono ridotte. Dobbiamo quindi vigilare affinché gli elenchi nazionali di professionisti (di cui la legge prevede la creazione) siano inclusivi e non facciano scontare ai singoli quel peggioramento qualitativo del lavoro a cui hanno condotto la proliferazione delle forme contrattuali, l’abuso di tirocini e volontariato, le discriminazioni su base anagrafica. Nello stesso tempo dobbiamo sostenere una lotta contro le realtà che ho appena ricordato. Gli Archim si battono, insieme ai loro colleghi, contro l’abuso del volontariato, già nella bozza del Manifesto (e sottolineo la parola abuso, basti pensare all’accordo fra sindacati ed Expo Spa per l’impiego di 18500 volontari in attività come l’accoglienza turistica nell’ambito dell’esposizione del 2015; oppure all’accordo del febbraio scorso tra l’amministrazione pisana e l’Associazione Amici dei Musei, sull’istituzione di una “Sezione specializzata di volontari di pronto intervento” per il recupero e la manutenzione di molti monumenti della città e della provincia, o ancora al recente avviso pubblico per la ricerca di associazioni di volontariato e associazioni culturali per lo svolgimento di attività gratuite nei musei e nelle aree archeologiche e monumentali di competenza della Sovrintendenza Capitolina ai beni culturali). Un punto invece che proponiamo di inserire esplicitamente nel manifesto è quello relativo alle discriminazioni su base anagrafica, vietate de una legge (Il D.lgs. 216/03 che attua la direttiva europea 2000/78) che viene sistematicamente aggirata attraverso l’offerta di tirocini di formazione e di orientamento: ecco il limite dei 35 anni per i famosi 500 tirocini o quello dei 29 per il reclutamento di 150 stagisti da impiegare in attività di tutela, fruizione e valorizzazione del patrimonio culturale. Ma una persona di 35 anni o anche di 29 è una persona da “formare” e da “orientare”? Ancora più inaccettabile è il limite dei 40 anni previsto nel Decreto Legge 83/2014 per i contratti a tempo determinato riguardanti luoghi e istituti di cultura di Stato, Regioni ed Enti territoriali.

Altri punti potrebbero essere affrontati e spero che lo saranno in altre occasioni ma oggi ho voluto toccarne alcuni che mi sembrano particolarmente urgenti anche nell’ottica di un completamento e miglioramento del manifesto, affinché sia sempre più chiaro lo spirito che anima il coordinamento dei professionisti dei BB.CC. Credo sia importante che ogni azione concreta sia sostenuta da una precisa visione d’insieme.